“Quanto costa un sito web?” è la prima cosa che mi chiedono quasi tutti, ed è giustissimo: prima di partire vuoi sapere quanto spendi. Il problema è che una risposta secca, “costa tot”, sarebbe disonesta. Un sito di presentazione per un B&B e un negozio online con duemila prodotti non hanno niente in comune. In questa guida ti spiego quali sono le variabili che spostano davvero il prezzo, così quando chiedi un preventivo (a me o a chiunque altro) sai esattamente cosa stai confrontando e perché due offerte molto diverse non sono per forza una più conveniente dell’altra.
Perché online non trovi un listino serio
Chi mette “siti da 299 euro” di solito ti vende un template comprato e già usato da altri mille, oppure ti aggancia con un prezzo civetta e poi gonfia tutto con gli “extra” che scopri solo a lavori iniziati. Un sito fatto su misura non ha un prezzo da scaffale, perché dipende da cosa deve fare. Per questo non pubblico un listino a vista: preferisco guardarti negli occhi, o leggere due righe sul tuo progetto, e dirti una cifra vera, non spararne una a caso per poi rincorrerla. Un preventivo onesto nasce da una domanda semplice: cosa deve fare, questo sito, per la tua attività?
Le sei variabili che spostano il prezzo
Il costo non dipende da “quante pagine ha il sito”, ma da quanto lavoro c’è dietro. Ecco cosa cambia davvero le carte in tavola:
- Vetrina o negozio online. Un sito che racconta chi sei e come ti contattano è una cosa. Un e-commerce che incassa pagamenti, gestisce magazzino e spedizioni è tutta un’altra storia, molto più complessa.
- Numero di prodotti e varianti. Venti prodotti standard o duemila con taglie, colori, formati e lotti non richiedono lo stesso lavoro di impostazione e caricamento.
- Integrazioni. Collegare il sito al gestionale che già usi, ai pagamenti italiani, a un channel manager o al tuo CRM è spesso la voce che fa salire di più il preventivo, ma è anche quella che ti fa risparmiare ore di lavoro manuale ogni settimana.
- Tracciamento pubblicitario. Se vuoi fare campagne Google o Facebook serie, il sito va configurato per misurare le vendite davvero, senza perdere dati per colpa di iPhone e degli adblocker.
- Migrazione. Spostare un sito esistente mantenendo il posizionamento su Google e tutti i redirect al posto giusto è un lavoro a sé, da non sottovalutare: vedi come migrare un e-commerce senza perdere vendite.
- Funzioni speciali. Ricerca interna istantanea, un assistente AI che guida il cliente, area riservata, listini B2B: ogni “extra” ha il suo peso.
Sito vetrina e negozio online: due preventivi diversi
Un sito vetrina serve a farti trovare e a far scrivere o chiamare il cliente: poche pagine ben fatte, veloci, ottimizzate per Google e per il telefono. È l’investimento giusto per studi professionali, artigiani, ristoranti e attività che non vendono online ma vogliono presentarsi bene e arrivare prima dei concorrenti.
Un negozio online è un piccolo software: catalogo, carrello, pagamenti, spedizioni, fatturazione, magazzino. Costa di più perché fa di più, ma se è fatto bene si ripaga, perché vende anche mentre dormi. Se sei ancora indeciso sulla tecnologia, ti conviene leggere prima WooCommerce o Shopify: quale scegliere.
Un esempio concreto
Per capirci, prendiamo due casi reali del territorio. Uno studio di commercialisti che vuole presentarsi bene: cinque o sei pagine, contatti chiari, ottimizzazione per chi cerca “commercialista ad Andria”. È un progetto contenuto, perché il lavoro è soprattutto di struttura e contenuti. Dall’altra parte, un produttore di olio che vuole vendere online trecento referenze tra formati e confezioni, con il collegamento al gestionale e i pagamenti rateali: qui il lavoro si moltiplica, tra caricamento prodotti, spedizioni del fragile e integrazioni. Stessa parola, “sito”, ma due preventivi che non si possono nemmeno confrontare. Ecco perché la prima domanda da farsi non è “quanto costa”, ma “cosa deve fare”.
Le spese che non sono “il sito”
Una cosa che dico sempre subito, perché a nessuno piacciono le sorprese: oltre allo sviluppo ci sono dei costi di terzi che gestisci tu direttamente e che non passano da me. Sono l’hosting (lo spazio dove vive il sito), il dominio (il tuo indirizzo .it) ed eventualmente il canone della piattaforma, se scegliamo Shopify. Te li indico in chiaro fin dall’inizio, così sai esattamente cosa metti in conto e non ti arriva nessun conto a sorpresa più avanti.
Come riconoscere un preventivo serio
Al di là della cifra, è il modo in cui ti viene proposto che ti dice se hai davanti un professionista. Un preventivo serio ha sempre queste caratteristiche:
- È scritto e dettagliato: cosa si fa, in che ordine, in quanto tempo
- È a prezzo fisso, non “a ore” o “poi vediamo”
- Arriva dopo qualche domanda sul tuo progetto, non in dieci secondi al telefono
- Distingue lo sviluppo dai costi di terzi (hosting, dominio, canoni)
- Prevede un pagamento diviso in più tranche, così il rischio è condiviso
Se qualcuno ti dà un numero al volo senza farti nemmeno una domanda, diffida: vuol dire che non ha capito cosa ti serve, e quel numero cambierà strada facendo.
Lavorare con uno sviluppatore di Andria
Ho l’ufficio ad Andria, in Corso Europa Unita, e lavoro con produttori, artigiani, ristoratori e piccole aziende di tutta la provincia BAT. Il vantaggio di avere qualcuno in zona è semplice: ci possiamo vedere di persona, parli con la persona che scrive il codice e non con un call center, e quando hai un problema rispondo io. Se vuoi vedere come imposto un progetto, dai un’occhiata a come lavoro come sviluppatore WooCommerce ad Andria oppure su Shopify.
Vuoi un’idea concreta per il tuo caso? Il modo più rapido è scrivermi due righe sul progetto: ti rispondo in giornata, senza impegno. E se il tuo sito attuale è semplicemente lento e non sai se rifarlo, parti da qui: il tuo sito è lento? 7 cose da controllare.