“Ho il sito ma su Google non mi trova nessuno.” Me lo sento dire spesso, e quasi sempre la causa non è una sola: sono due o tre cose insieme, tutte verificabili in mezz’ora senza essere tecnici. Prima di spendere soldi in pubblicità o rifare tutto da capo, conviene capire a che punto sei davvero. Ti spiego le cinque cose da controllare, in ordine, dalla più banale alla più trascurata.
Prima di tutto: cercarti col tuo nome non conta
Il test che fanno tutti è digitare il nome della propria attività e tirare un sospiro di sollievo quando il sito esce per primo. Purtroppo quel risultato dice poco: se qualcuno cerca il tuo nome, ti sta già cercando, e Google non fa altro che darti a chi ti conosce. La domanda vera è un’altra: esci quando qualcuno cerca quello che vendi, senza sapere che esisti? Non “Pasticceria Rossi” ma “pasticceria Andria”, non il tuo nome ma “idraulico Barletta”, “bomboniere Trani”, “infissi in alluminio Puglia”. Se lì non ci sei, il sito non ti sta portando clienti nuovi, ti sta solo facendo da biglietto da visita.
1. Google potrebbe non aver ancora visto il sito
Sembra assurdo ma capita, soprattutto sui siti nuovi o appena rifatti. Il controllo è immediato: cerca su Google site:iltuosito.it (tutto attaccato, senza spazio dopo i due punti). Quello che vedi è l’elenco delle pagine che Google ha in archivio.
Se non esce niente, Google non ha ancora indicizzato nulla e nessuna altra ottimizzazione può funzionare. Se escono tre pagine ma il sito ne ha trenta, il problema è di copertura: gran parte del sito è invisibile. Se escono tutte, allora il problema non è questo e passi al punto successivo. Per un sito appena pubblicato è normale aspettare da qualche giorno a qualche settimana, ma se sono passati due mesi e non c’è traccia, qualcosa blocca il passaggio.
2. Il sito potrebbe dire a Google di stare alla larga
È la causa più frequente tra quelle serie, ed è quasi sempre un residuo dimenticato. Durante la costruzione di un sito è normale chiuderlo ai motori di ricerca, per evitare che finisca online mezzo fatto. Il problema è che quel blocco va tolto al lancio, e succede spesso che nessuno se ne ricordi.
In WordPress il colpevole è una singola casella, in Impostazioni e poi Lettura, che si chiama “Scoraggia i motori di ricerca dall’indicizzare questo sito”. Se è spuntata, stai dicendo a Google di non farsi vedere, e lui obbedisce. Gli altri due blocchi tipici sono una password lasciata attiva sul sito e una riga di troppo nel file robots.txt.
Mi è capitato su un sito che sembrava perfetto: era online da mesi, ben fatto, e non compariva da nessuna parte. Era rimasta accesa la protezione con password usata prima del lancio. Tolta quella, Google ha ricominciato a passare nel giro di pochi giorni.
3. Il sito non dice per cosa vuole essere trovato
Qui entriamo nella causa più comune in assoluto, e anche nella più sottovalutata. Google non indovina cosa fai: lo capisce da quello che scrivi. Se la tua home dice “Benvenuti nel nostro sito. Qualità e passione dal 1998”, non hai detto né cosa vendi né dove sei.
Servono tre cose, e sono meno di quanto sembri. Il titolo della pagina, cioè la riga blu che si legge nei risultati di ricerca, deve contenere cosa fai e dove: “Pasticceria artigianale ad Andria” funziona, “Home” no. Poi serve una pagina dedicata per ogni servizio importante, perché una sola pagina che elenca dieci servizi non si posiziona per nessuno dei dieci. Infine servono le parole che usano i clienti, non quelle del settore: la gente cerca “riparazione caldaia”, non “manutenzione impianti termici”.
4. Per le ricerche locali manca il pezzo più importante
Se lavori su una zona, buona parte delle ricerche che contano non porta al sito ma alla mappa. Quando qualcuno cerca “fioraio Andria” dal telefono, la prima cosa che vede sono tre attività con mappa, orari, recensioni e pulsante per chiamare. Quel riquadro non si alimenta dal sito: si alimenta dal Profilo dell’attività su Google, che è gratuito e va richiesto e verificato.
Se non ce l’hai, per metà delle ricerche della tua zona è come se non esistessi, per quanto buono sia il sito. Se ce l’hai ma è vuoto, con due foto e nessuna recensione, vieni scavalcato da chi lo cura. E vale anche il contrario: il profilo da solo non basta, perché senza un sito che lo sostenga resti fermo sulle ricerche generiche. L’ho scritto più in dettaglio nella pagina sui siti web ad Andria, dove spiego come le due cose si tengono insieme.
5. Il sito è lento o scomodo dal telefono
Ultima cosa, la più ignorata: la maggior parte delle persone ti cerca dal telefono, spesso con la connessione dati mentre è in giro. Se il sito ci mette otto secondi ad aprirsi, l’utente torna indietro e clicca il concorrente. Google se ne accorge, perché misura sia la velocità sia il fatto che la gente se ne vada subito, e nel tempo ti fa scendere.
Il test è onesto e dura un minuto: apri il sito dal tuo telefono, con i dati e non con il wifi di casa, e conta i secondi. Poi prova a trovare il numero di telefono e a premerlo. Se hai dovuto ingrandire con le dita o cercare, il problema esiste. Se i tempi sono lunghi, ho raccolto le 7 cose da controllare su un sito WordPress lento.
Il riepilogo dei cinque controlli
In ordine, questo è quello che ti conviene verificare oggi stesso:
- Cerca site:iltuosito.it e conta quante pagine conosce Google
- Controlla che non ci sia un blocco attivo: casella WordPress, password, robots.txt
- Leggi il titolo della tua home: dice cosa fai e dove?
- Verifica di avere il Profilo dell’attività su Google, completo di foto e orari
- Apri il sito dal telefono con i dati e cronometra quanto ci mette
Quanto tempo ci vuole perché cambi qualcosa
Questa è la parte che nessuno dice volentieri. Se il problema è un blocco tecnico, tolto quello le cose si sbloccano in giorni. Se invece il problema è che il sito non dice cosa vendi e dove, allora servono settimane o mesi, perché Google deve rileggere il sito, capire di cosa parla e decidere di fidarsi. Chi ti promette la prima posizione in due settimane o ti sta vendendo pubblicità chiamandola posizionamento, o non sa di cosa parla. Il lavoro fatto bene si vede piano e poi resta, senza dover pagare per ogni click.
In sintesi
Quasi sempre, un sito che non si trova ha una di queste cinque cose fuori posto: non è indicizzato, è bloccato, non dice cosa fa, non ha la scheda locale, oppure è troppo lento. Puoi verificarle tutte da solo, in mezz’ora, senza strumenti a pagamento. Se hai fatto i controlli e continui a non capire dove si inceppa, guarda come lavoro oppure scrivimi due righe sul tuo sito: ti dico cosa vedo, anche se poi decidi di sistemarlo per conto tuo.